Una parte di me: il racconto del parto

Da qualche mese penso di scrivere questo post.
Di raccontarmi a cuore aperto, lo avevo promesso quando avevo ripreso a scrivere dopo la nascita di Maria.

E' passato più di un anno da quel giorno, il ricordo è sempre nella mia mente, ma in modo diverso.

Ha preso la consistenza e la sostanza di un' emozione indimenticabile, che ha trovato il suo posto nel cuore e nella testa, incastonato eternamente.

Il 1 Aprile 2014 avrei finito il tempo e ripetevo spesso a mio marito che avrei partorito il 2.
Questo numero mi ha accompagnato per tutta la gravidanza, una costante.
Quindi ne ero certa, nostra figlia sarebbe nata il 2 Aprile del 2014.

Il primo del mese lo trascorro dai miei, preferisco non restare sola in casa.
Mia sorella N. arriva nel tardo pomeriggio, mi guarda il viso e mi dice...sei cambiata, per me ci siamo.

Torniamo a casa a dormire e verso le 2.30 inizio a sentire qualche fastidio, qualche contrazione.
Leggera ma regolare.

Inizio a "calcolare" tempi e contrazioni, così come mi avevano insegnato al corso preparato.

Alle 3.30 sveglio mio marito..."sai forse ci siamo, credo di aver qualche contrazioni. Che facciamo andiamo?

Usciamo di casa, telefono a mia madre ed arriviamo in ospedale.
Facciamo fatica a trovare parcheggio, giriamo un po' ed alla fine lo troviamo.

Andiamo al Pronto Soccorso, mi visitano e controllano la documentazione che avevo con me.
Sono a 40+1 ma dagli esami precedenti risulto indietro di una settimana, così il medico mi manda al monitoraggio ma non firma il ricovero, vuole prima vedere come va.

Alle 6.16 inizio il monitoraggio, alle 6.18 salto dalla sedia...rompo le acque.
L'ostetrica avvisa il medico..."dottore, ha rotto le acque. La ricoveriamo".

Avviso mio marito che mi aspetta fuori, avviso mia sorella a casa...mi assegnano il letto, mi cambio!

CI SIAMO.

Il cuore batte a mille.
Sono emozionato, ho paura e forza allo stesso modo.

Mi controllano...il parto ancora non è aperto, mi dicono di camminare...e lo faccio con mio marito!
Su e giù sul corridoio, ad ogni contrazione sempre più forte, mi appoggio al muro...gambe aperte e leggermente piegate, respirazione corretta...e vado avanti così fino a 6 cm!

Poi ritorno fissa al monitoraggio.

Il parto si apre ma la bimba non scende.

Mi mettono sulla "palla".
Proprio quella per fare pilates.

Incastrata tra letto e muro con le gambe divaricate.
Ogni volta che arriva la contrazione, devo molleggiare.
Quando la contrazione passa, io DORMO profondamente...anche se solo per pochi minuti.
Ritorna la contrazione e via di nuovo su e giù!

Mi ricontrollano, ok la bimba è scesa, si sente la testa!

CI SIAMO PROPRIO.

Rivado sul letto ed inizio a spingere, aiutandomi con le braccia aggrappate al triangolo sopra alla mia testa.
Più mi preparo in sala travaglio e prima faccio in sala parto.

Non urlo, sono tutta concentrata sulla respirazione, che ho imparato per bene al corso.

Sento spingere, guardo la mia ginecologa e le dico..."Aiuto...io la sento, sta uscendo!"

ANDIAMO.

Mi portano in sala parto, prima chiedo di far entrare mio marito.

Arriva.

Amore...CI SIAMO DAVVERO.

Lui è più emozionato di me, si infila il camice al contrario (questo me lo racconterà solo dopo!).
Lo sistema, si mette dietro di me e mi prende la testa.

Mi ripeto...denti stretti, respirazione corretta e spingo più che posso!

Do alla luce mia figlia in una manciata scarsa di minuti, con due spinte, che diventano tre.
L'ostetrica alla seconda, mi blocca, mi guida lei..."Mamma ti do io il tempo!"
Mi spiega..."la bimba è uscita con entrambe le spalle".

Mi fa la manovra.....e VAI MAMMA, SPINGI ORA!
SPINGO ED URLO!

Alle 13.55 del 2 Aprile 2014 nasce Maria!

Un meraviglioso fagottino di 2.680 kg!

CI SIAMO, E' FATTA.

L' ostetrica mi fa vedere il cordone di Maria, c'è un nodo stretto!
Ed esclama "quando lassù Qualcuno decide che un bambino deve nascere, nasce anche con un nodo così stretto al cordone. Incredibile."

Non sappiamo quando si sia formato quel nodo, ma con molta probabilità nell'ultimo periodo Maria non si è alimentata come avrebbe dovuto.
Ma sta bene, questo è quello che conta.

Un'altra ostetrica mi ha detto "tua figlia è nata grazie ad un Angelo".
Ed io ci credo, nostra figlia è nata grazie a due angeli, non uno.
Io e la mia famiglia sappiamo chi sono.

La commozione è tanta.
Mi sento ubriaca di felicità!

A quel punto alla radio della sala parto trasmettono "PER SEMPRE" di Ligabue, questa canzone è stata la colonna sonora di tutta la mia gravidanza.

La sento e piango, mentre mi mettono i punti.
Mi sfogo e piango.

Ce l'ho fatta.
Ce l'abbiamo fatta.

Ecco, una nuova parte di ME, tutta da scoprire.
Ecco, un nuovo NOI tutto da amare.

Tiziana
















Commenti

  1. Quanto piangere amica mia. Bellissima la descrizione e molto emozionante.
    Io ho vissuto quell'ora in modo molto sofferto e mi spiace di aver visto mia figlia solo dopo 3 ore. 3 ore interamente passate con l'ansia che non mi dicessero la verità, visto che non l'ho sentita pinagere. Ma siamo qui, io ringrazio ogni giorno per i nostri miracoli d'amore.
    Ti abbraccio, grazie per la condivisione.

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