In estate...caldo e sassolini

Torno a scrivere dopo una pausa.
Il blog mi è mancato un pochino, come sempre.

In questo periodo di "silenzio bloggale" abbiamo trascorso qualche giorno al mare, ma già abbiamo ripreso la routine ed eccoci di nuovo qui.

Ho tante cosine da raccontare!

La mia mente in questo periodo non riposa.
Nulla...ci provo a farla rilassare, ma niente è lì che lavora.
La lascio fare, nel bene e nel male, mi piace.
Sono fatta così.

In questi giorni a Roma fa molto caldo.
Ieri le temperature dovrebbero aver raggiunto il picco.
Speriamo si torni alla normalità, soprattutto per chi è costretto per lavoro ad andare in giro e stare all'aperto, sotto il sole.

E' periodo di vestiti e tessuti leggeri.
Di scarpe aperte!
Eh si sa in estate...è facile ritrovarsi a dover togliere dei fastidiosi sassolini proprio dai comodi e vivaci sandali.

E così, eccomi qui a toglierne anche io...dai miei.

A cosa mi riferisco?

Il "tema" è nella mia mente da tempo, ma mi è venuto il desiderio di scrivere questo post....dopo aver letto diversi post ed articoli, proprio sull'argomento.

Difficile iniziare, perché il mio non è e non sarà mai un blog che tratterà determinate tematiche nello specifico.

Quindi trattasi di una sorta di "apro e chiudo parentesi".

Mi riferisco alla mancata vera solidarietà tra donne, in particolare tra mamme.

Ebbene si, nonostante, grazie ad internet ed ai social in generale, ci siano tante reti di sostegno e confronto, oltre la possibilità di reperire infinite informazioni sui vari argomenti...gravidanza, parto, maternità, figli e via dicendo...io ritengo, che siamo ancora un po' indietro per certi aspetti, quelli più umani.

Come a tutte, anche a me è capitato di "googlare" alla ricerca di una risposta ai tanti dubbi, che ti vengono nelle varie fasi, che una donna attraversa nella sua vita...e proprio in queste occasioni, e non solo, ho scoperto una realtà che ignoravo, veramente non pensavo, potesse esistere questo "sottobosco" culturale.

Mi sono sentita ingenua, nell'apprendere che esistono ancora in questi nostri tempi ultra moderni,
LE FAZIONI.

Io pensavo esistessero le donne e le loro esperienze, simili, diverse, condivise ma soprattutto uniche.

Non pensavo vi fossero ancora delle persone che operano suddivisioni e classificazioni, quasi come se assegnassero un punteggio, a seconda di diverse caratteristiche, esperienze, scelte.

Il discorso sarebbe davvero troppo lungo, rischiando di essere prolissa, proverò ad essere sintetica.

In breve:

- Non sopporto chi fa distinzione tra una madre che partorisce in modo naturale ed una madre che partorisce con parto cesareo.
- Non sopporto chi fa distinzione tra una madre che partorisce dopo ore di travaglio e chi con parti "precipitosi" o quasi.
- Non sopporto chi fa distinzione tra una madre che partorisce con epidurale o senza.
- Non sopporto chi fa distinzione tra una madre che partorisce una creatura piccola e chi invece una creatura grande.
- Non sopporto chi fa distinzione tra chi allatta al seno e chi con latte artificiale.
- Non sopporto chi ti consiglia ed inizia e finisce una frase con "Io faccio così...così è meglio".

Non comprendo come vi possa essere una "guerra fredda" (per modo di dire) tra donne per quanto segue:

- Svezzamento vs autosvezzamento
- Madri portatrici e non
- Co-sleeping e non
- Foto bimbi su social e non
- Vaccini e non
- Ciuccio si vs ciuccio no
- Nido si vs nido no
- Madri casalinghe vs madri lavoratrici.

La lista sarebbe infinita, potrei continuare a scrivere, ma preferisco fermarmi.

Potrei argomentare ogni singolo punto, sia in modo oggettivo che soggettivo, grazie anche a esperienze mie dirette, in cui attraverso il racconto di un vissuto, un consiglio, un punto di vista e una scelta dovuta , necessaria o voluta, siano passate in primis verità assolute pregne di giudizio.

Questo il mio presupposto:
credo nella buona fede di persone equilibrate, che scientemente fanno delle scelte ed informandosi come meglio riescono, provano delle strade...sperando che siano quelle giuste per i propri figli, che amano follemente.

Personalmente non ho mai fatto e mai farò le distinzioni di cui sopra e nemmeno mi sono arruolata e mai lo farò per combattere le predette battaglie, che davvero trovo puerili, inutili e stupide.
Mai chiederò, per esempio, ad una mia parente, amica, conoscente o estranea...se allatta al seno o meno e mai replicherò quanto ho sentito io, con le mie orecchie, per esperienza diretta e non, un dialogo di questo genere:

Investigatrice: Allatti?
Madre: Si.
Investigatrice: Ah...brava (senza sapere nulla).

Investigatrice: Allatti?
Madre: Misto.
Investigatrice: Ah...mannaggia (senza sapere nulla).

Investigatrice: Allatti?
Madre: No.
Investigatrice: Ah...peccato (senza sapere nulla).

In ogni caso, le prime domande da fare sono altre e semplici:

COME STAI?
COME STATE?
TUTTO BENE?
HAI BISOGNO?
COME POSSO ESSERTI UTILE?

Lo "splendido quadruccio", sopra descritto come esempio, lo trovo di una tristezza unica...purtroppo questo stesso registro/stile/approccio spesso è utilizzato anche per il cesareo ed altro.

Così facendo non si è solidali!
Non si ha la giusta sensibilità e dovuta accortezza nei confronti di chi si ha davanti.

Spero di non comportarmi così, nemmeno per difesa.

Queste persone vanno considerate per quello che dimostrano di essere.

Un abbraccio a voi.

Buona serata.

Tiziana



Foto da web




















Commenti

  1. Quanta verità in queste tue parole!
    E quanta tristezza con chi precipita inesorabilmente senza aprire il paracadute...!

    Un abbraccio e un mega bacione a Maria!

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    Risposte
    1. Grazie Francy per il messaggio!
      Ero certa che tu la pensassi come me!
      Un abbraccio a te ed Ale!
      Tiziana

      Elimina

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